Integrazione dei servizi e sviluppo
di una collezione digitale presso l’Università di Parma
Contributo sul tema "L'innovazione tecnologica ed organizzativa per i servizi di biblioteca",
presentato in occasione del convegno internazionale di studi "Strumenti e
strategie per la costruzione della biblioteca ibrida" (Firenze, 14 febbraio 2001).
di Fabrizia
Bevilacqua, Ilaria Comelli, Fiammetta
Mamoli (in linea da febbraio 2001)
Pubblicato anche a stampa in "L'innovazione tecnologica ed organizzativa per i servizi di biblioteca", Genova, Burioni, 2001, p.99-110.
Abstract
Il contributo espone un progetto per
l'accesso e la gestione delle risorse informative in rete elaborato nell'ambito
del sistema bibliotecario dell'Università di Parma. Inizialmente
viene esaminato il contesto entro cui si è sviluppato l'interesse
per la costituzione di una collezione digitale e per l'avviamento di cambiamenti
organizzativi e strutturali volti a promuovere l'innovazione delle biblioteche
e l'attivazione di nuovi servizi. Viene poi analizzato il sistema di risorse
in rete attualmente disponibili per gli utenti dell'Università,
ponendo in luce i problemi sorti tra gli utenti, i bibliotecari e gli informatici,
in relazione alla necessità di integrare le risorse disponibili,
di rendere più semplice e immediato l'accesso e di facilitare le
funzioni di ricerca. La soluzione proposta, attraverso la realizzazione
di un database per la registrazione delle informazioni e per l'accesso
alle risorse (banche dati, periodici elettronici, risorse libere), vuole
offrire uno strumento unificato e di semplice uso, che risponda alle esigenze
locali di gestione e utilizzo delle risorse informative in rete.
Le biblioteche dell’Università
di Parma hanno conosciuto negli ultimi quattro anni la nascita di diversi
progetti che mirano alla creazione di servizi innovativi orientati allo
sviluppo di una biblioteca digitale. La diffusione delle risorse informative
elettroniche e gli sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione in rete hanno favorito l’avvio, tra gli utenti come tra il
personale bibliotecario, di una riflessione sulla qualità e sulla
tipologia dei servizi offerti dal nostro sistema bibliotecario; ha cominciato
a diffondersi la consapevolezza che deve essere compiuto uno sforzo, tecnologico
e organizzativo, per sviluppare delle biblioteche moderne, in grado di
offrire servizi avanzati e innovativi, che possano rispondere alle nuove
richieste informative dell’era elettronica.
Il sistema bibliotecario tra il 1984
e il 1997
Il processo di automazione delle biblioteche
dell’Università di Parma è stato avviato precocemente, con
l’adozione del sistema Dobis-Libis nel 1984. Tuttavia l’automazione delle
diverse procedure di gestione bibliotecaria ha sofferto di una diffusione
discontinua, a causa della mancanza di un’organizzazione strutturale adeguata
all’introduzione diffusa delle nuove tecnologie, della disomogeneità
e frammentazione delle biblioteche, e dello scarso supporto fornito all'epoca
dall’amministrazione universitaria stessa, che risultava "scollata" rispetto
alla comunità delle biblioteche. Alcune iniziative per l’attivazione
di nuovi strumenti di ricerca bibliografica (acquisto di database di abstract
su supporto magnetico o cd-rom) e di servizi innovativi (quali lo sviluppo
di iniziative nel settore del prestito interbibliotecario e del document
delivery), sono state intraprese solo localmente dalle biblioteche più
avanzate, in particolare nel settore scientifico–tecnico. Durante questo
periodo è stato dato scarso rilievo ai progetti nel campo della
misurazione dei servizi e del grado di soddisfazione degli utenti delle
biblioteche.
Un nuovo impulso allo sviluppo dei
servizi bibliotecari
In realtà il ruolo svolto dagli
utenti, in particolare dall’utenza accademica, per lo sviluppo di un progetto
di innovazione del sistema bibliotecario, è stato decisivo. La domanda
crescente di accesso ai più moderni sistemi di reperimento delle
informazioni in rete e la necessità di un aggiornamento tempestivo
e vasto sui risultati delle ricerche scientifiche, l’impossibilità
di gestire l’accesso ai nuovi complessi e costosi strumenti informativi
remoti in sede locale di unità biblioteca, hanno dato un impulso
enorme all’innovazione delle procedure e delle strutture stesse. L’interesse
per i nuovi strumenti disponibili attraverso il sistema bibliotecario dell'Università,
ha contribuito a fare emergere in modo chiaro anche presso gli organi di
governo dell'Ateneo l’importanza delle biblioteche all’interno di un’istituzione
dedicata alla ricerca scientifica e all’insegnamento, contribuendo a promuovere
una maggiore integrazione e coinvolgimento delle strutture bibliotecarie
all’interno della comunità accademica.
A partire dal 1997 diversi progetti
e iniziative sono sorte nella direzione dello sviluppo delle risorse informative
in rete, dell’ampliamento dei servizi, dell’innovazione delle tecnologie
e delle procedure di lavoro nell'ambito del nostro sistema bibliotecario.
L’organizzazione
Nel 1997 è stato introdotto
un nuovo modello organizzativo per i servizi centrali amministrativi dell’Università,
nell’ambito del quale le biblioteche sono state ricondotte a un Settore
Biblioteche, organo deputato alla gestione delle attività biblioteconomiche,
e definite "Servizi biblioteca". Nonostante l’Università di Parma
sia ancora caratterizzata dalla grande frammentazione del sistema bibliotecario
(con 20 Servizi Biblioteca facenti capo a Facoltà, Dipartimenti
e strutture interistituto, e più di 90 punti di servizio dichiarati
nel recente censimento), questa nuova organizzazione ha consentito di intraprendere
i principali progetti "centralizzati" di sviluppo dei servizi informativi
in rete. Ha permesso inoltre di sviluppare una strategia per l’integrazione
delle molteplici unità biblioteca, di sperimentare nuove modalità
di lavoro tra i bibliotecari (con la formazione di gruppi di lavoro e team
per la realizzazione di progetti), di intraprendere un programma di formazione
del personale bibliotecario, nonché di avviare i primi programmi
di rilevazione degli standard di qualità dei servizi e di razionalizzazione
delle politiche degli acquisti.
Il Settore Biblioteche attua e supporta
le indicazioni della Commissione Biblioteche di Ateneo, l'organo consultivo
e propositivo per il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione,
deputato a coordinare lo sviluppo del sistema bibliotecario dell'Università.
Il catalogo automatizzato
Alla cooperazione interbibliotecaria
tra l’Università di Parma, il Comune, la Provincia e la Biblioteca
Palatina, già attivata nel 1998, ha fatto seguito un progetto per
l’integrazione del sistema bibliotecario cittadino al Servizio Bibliotecario
Nazionale. Nell’autunno del 2000 è stato costituito il Polo SBN
di Parma, la cui sede gestionale è presso l’Università. Verso
la fine del 2001 si pensa di potere avviare un programma per la catalogazione
retrospettiva del patrimonio. Tra gli scopi del progetto vi è quello
di ottenere il completamento dell'OPAC e di portare le biblioteche dell'Università
a una maggiore integrazione rispetto alla comunità delle biblioteche
italiane, rendendo possibili reciproci rapporti di collaborazione e favorendo
una maggiore diffusione dei servizi di prestito interbibliotecario.
Le banche dati in rete
Dal 1997 il sistema bibliotecario
ha attivato l’accesso a una serie di banche dati (in rete locale attraverso
la tecnologia ERL e ad accesso remoto). La gestione tecnica e amministrativa
è centralizzata e fa capo rispettivamente al Centro di Calcolo Elettronico
e al Settore Biblioteche. Recentemente sono divenute accessibili in rete
di Ateneo numerose altre banche dati, consultabili con il software TATOO.
I periodici elettronici
Una attenzione particolare è
stata dedicata fino dal 1995 alla diffusione, inizialmente limitata ad
alcuni ambiti della fisica e della medicina, delle versioni elettroniche
di periodici. Si è riconosciuto come questa nuova tipologia di pubblicazione
consentisse di avviare finalmente un progetto di condivisione delle risorse
informative tra le varie biblioteche e di coordinamento nello sviluppo
delle collezioni di periodici. È stato quindi costituito nell'ambito
del Settore biblioteche un "Gruppo di lavoro sui periodici elettronici"
(ora divenuto gruppo di lavoro sulle risorse elettroniche), finalizzato
alla costituzione di una collezione di periodici elettronici dell'Università
di Parma. Il gruppo ha curato:
-
l'istruzione di tutto il personale sulle
procedure di accesso e di attivazione degli abbonamenti, sulle modalità
di consultazione e di uso dei periodici elettronici;
-
il coordinamento delle operazioni di
attivazione degli abbonamenti, in modo da assicurare l'accesso diretto
alle risorse per tutti gli utenti istituzionali;
-
l'avvio di un esame delle collezioni
di periodici posseduti in versione a stampa dalle varie biblioteche, al
fine di razionalizzarne lo sviluppo e di eliminare, quando esistente una
versione elettronica disponibile, inutili duplicazioni;
-
l'organizzazione di incontri con il
personale accademico e gli studenti per la promozione dei nuovi strumenti
informativi.
Lo sviluppo della collezione di periodici
elettronici, fino al 2000 limitata a circa 600 titoli corrispondenti a
titoli presenti in versione a stampa nelle nostre biblioteche, ha avuto
un incremento notevole con l'adesione dell'Università di Parma al
consorzio CIPE (Cooperazione Interuniversitaria per i periodici elettronici),
grazie a cui è stato possibile mettere a disposizione della nostra
comunità accademica circa 1300 titoli di periodici elettronici,
molti dei quali non presenti nelle nostre biblioteche, aumentando quindi
in maniera significativa il patrimonio di risorse informative disponibili
per la ricerca scientifica.
Lo sviluppo del sito web del sistema
bibliotecario
Particolare attenzione è stata
dedicata alla riorganizzazione delle pagine web del sistema bibliotecario:
oltre a costituire il punto di accesso e di informazione al pubblico sui
servizi attivati presso la biblioteche, gli orari, gli indirizzi e le persone,
il sito web deve diventare il portale di accesso alle risorse informative
a disposizione degli utenti presentandosi come un insieme integrato e di
facile consultazione; la disponibilità di guide in linea e tutorial
dovrà agevolare sia gli utenti stessi sia i bibliotecari impegnati
nella formazione degli utenti.
La costituzione di un gruppo di lavoro
per la gestione e lo sviluppo del sito dovranno contribuire a creare, presso
il personale bibliotecario coinvolto, una cultura della condivisione e
della integrazione di risorse e servizi.
La formazione del personale
L’attività di formazione ed
aggiornamento dei bibliotecari viene considerata strategica al fine di
diffondere tra il personale le competenze tecnologiche e le metodologie
di lavoro necessarie quando si opera in un contesto di biblioteca in trasformazione.
Attualmente il personale é
impegnato in un progetto di formazione permanente ("l’utente indipendente")
il cui obiettivo è l’acquisizione di competenze, procedure e metodologie
finalizzate all’organizzazione delle varie attività di formazione
rivolte all’utenza sui temi della ricerca, dell'uso e della valutazione
delle risorse informative disponibili.
Problemi di integrazione delle risorse
informative in rete
È nello sviluppo di un sistema
di risorse informative digitali che si sono particolarmente concentrati
gli sforzi di modernizzazione del nostro sistema bibliotecario. Siamo infatti
convinti che l'impulso tecnologico dei nuovi sistemi di diffusione della
letteratura scientifica costituisca un fattore trainante per l'innovazione
delle strutture coinvolte nel processo della diffusione delle informazioni,
tra cui si collocano le nostre biblioteche, e che comporterà inevitabilmente
l'avvio di processi di cambiamento e di trasformazione anche a livello
strutturale e organizzativo.
L'insieme delle risorse informative
in rete disponibili per la nostra utenza è consistente erappresenta
lo strumento prioritario per l'attività di ricerca del personale
accademico e dell'utenza studentesca. Arrivano
costantemente al Settore biblioteche e alla Commissione di Ateneo richieste
per l'accesso a nuove banche dati di abstract, mentre anche lo sviluppo
del progetto sui periodici elettronici con l'adesione al consorzio CIPE
è stato accolto assai favorevolmente, pur avendo comportato una
serie di limitazioni alle singole biblioteche nell'autonomia di gestione
delle collezioni dei periodici a stampa relative ad alcuni editori.
Il Gruppo di lavoro sulle risorse
elettroniche del Settore biblioteche ha dovuto tuttavia iniziare a misurarsi
con una serie di problemi relativi alle modalità di gestione delle
collezioni, agli sviluppi delle tecnologie per il recupero, all'integrazione
dei vari sistemi.
In questa fase infatti l'Università
di Parma dispone di una collezione digitale composta da risorse diverse
per tipologia e per modalità di accesso:
-
banche dati ad accesso remoto: i database
risiedono su server remoti e l'accesso diretto è esteso a tutti
gli utenti dell'Università (attraverso il riconoscimento del dominio);
-
banche dati di Ateneo: sono acquistate
sotto forma di cd-rom e caricate su server del Centro di Calcolo Elettronico
dell'Università; l'accesso avviene attraverso ERL per i database
acquistati da SilverPlatter (sia via web, sia via client dedicato WinSpirs),
attraverso TATOO per i database che utilizzano diverse piattaforme (client
dedicato ICAclient);
-
OPAC del sistema bibliotecario: è
accessibile via web o terminale e vi sono catalogate, utilizzando il SW
Sebina-Produx, le pubblicazioni possedute localmente dalle biblioteche:
periodici e monografie a stampa, microforme, audiovisivi, cd-rom ad accesso
locale;
-
periodici elettronici: sono prevalentemente
ad accesso diretto (mediante riconoscimento del dominio), in misura minore
controllati da parole chiave. I titoli disponibili sono accessibili attraverso
una lista generale (l'ordinamento è alfabetico e per soggetto) e
direttamente dai record ottenuti come risultato delle ricerche attraverso
le banche dati (con il sistema SilverLinker);
-
risorse libere: nelle pagine web, locali
o generali del sistema bibliotecario, gli utenti possono trovare diverse
risorse informative libere, segnalate dai bibliotecari, che comprendono
motori di ricerca, cataloghi di biblioteche, siti di interesse disciplinare,
archivi di e-print, servizi, ecc.
La quantità di informazioni cui
gli utenti del nostro Ateneo possono accedere direttamente dalla propria
postazione di lavoro è indubbiamente elevata e di buona qualità,
tuttavia le differenti modalità di accesso e di organizzazione hanno
sollevato perplessità e osservazioni sia tra le categorie degli
utenti sia tra il personale diversamente coinvolto nelle attività
di gestione:
-
gli utenti chiedono una navigazione
più semplice, che permetta di muoversi in modo diretto e "trasparente"
tra le diverse risorse e/o piattaforme;
-
il personale bibliotecario chiede un
sistema centralizzato che organizzi tutti gli aspetti gestionali: attivazione,
controllo degli accessi autorizzati, verifica dei link, risoluzione dei
problemi di collegamento, catalogazione e accesso alle risorse, aggiornamento
delle informazioni, strumenti di istruzione per gli utenti;
-
gli amministratori chiedono una gestione
efficiente ed integrata delle risorse.
Attualmente l'inserimento e l'aggiornamento
delle informazioni è curato da soggetti diversi, ciascuno secondo
le proprie esigenze e competenze: il Centro di Calcolo, il Settore biblioteche,
il Servizio acquisti e abbonamenti, le singole biblioteche. Questo provoca
una ridondanza e un "disallineamento" delle informazioni.
Esistono sul mercato prodotti pensati
per consentire l'integrazione delle risorse, in particolare dei database
di abstract con gli articoli elettronici (come SilverLinker), tuttavia
queste soluzioni sono limitate a determinati pacchetti, richiedono una
notevole personalizzazione e non sono in grado di rispondere completamente
alle esigenze locali di sviluppo delle collezioni elettroniche.
È tuttavia assai importante
che lo scambio fra i diversi flussi di informazioni sia il più omogeneo
e il più semplice possibile, al fine di agevolare e incrementare
l'utilizzo dei nuovi strumenti informativi da parte degli utenti.
Progetto per l’accesso integrato
alla collezione digitale di Ateneo
In risposta a queste problematiche il
Gruppo di lavoro per le risorse elettroniche ha deciso di creare e sviluppare
autonomamente un sistema "ad hoc" per la registrazione e l'accesso alle
risorse informative in rete, che permetta di rispondere alle esigenze degli
utenti, dei bibliotecari, degli amministratori. Si è pensato ad
un sistema che contenga i link diretti alle risorse insieme a una serie
di informazioni utili agli utenti (la tipologia della risorsa, le modalità
di accesso, il formato, l'inizio della disponibilità, ecc.); che
consenta una serie di funzioni gestionali e amministrative, e permetta
una modalità di ricerca e di navigazione semplice e amichevole.
La soluzione adottata prevede la
realizzazione di un database condiviso accessibile attraverso un'interfaccia
web.
Il database infatti è uno
strumento avanzato e flessibile per archiviare, reperire, incrociare e
relazionare i dati fra loro indipendentemente dall'interfaccia di interrogazione
scelta. Permette inoltre l'implementazione di una struttura client-server
che fa transitare sulla rete una ridotta quantità di dati. L'interfaccia
web è quella più amichevole, attuale, personalizzabile e
non necessita dell'installazione di alcun software dedicato sul PC dell'utente.
La gestione distribuita dei dati permette una divisione dei carichi di
lavoro fra le varie unità coinvolte (servizio acquisti, biblioteche,
servizio banche dati, …) e un aggiornamento tempestivo degli stessi.
Inizialmente il database dovrà
contenere i dati relativi ai periodici elettronici, successivamente é
prevista l'integrazione con i dati relativi ai database di abstract in
rete, e infine si pensa di potere inserire una serie di risorse disponibili
in rete utili alle esigenze di ricerca e di studio dei nostri utenti, selezionate
dai bibliotecari per la qualitá e completezza. L'idea di fondo è
dunque quella di iniziare a costruire un portale di Ateneo per le
risorse informative in rete.
Le fasi del progetto
Prima fase
All'interno del Gruppo di lavoro
per le risorse elettroniche si è provveduto ad analizzare le esigenze
emerse tra gli utenti, i bibliotecari e i gestori. Si è quindi passati
a progettare il database, a disegnare la struttura dei dati e le maschere
di interrogazione. Sono stati previsti due livelli di struttura dei
dati, uno per gli utenti, uno per i gestori e i bibliotecari.
Seconda fase
La realizzazione del SW è
stata seguita da un esperto di programmazione [1]
e dal personale del Gruppo per le risorse elettroniche ed ha previsto:
-
la scelta dello strumento software per
la realizzazione del database e della sua interfaccia di interrogazione;
-
la realizzazione del software, comprendente
una doppia interfaccia (per gli utenti e per i gestori);
-
l'implementazione delle politiche di
sicurezza e di filtro sugli accessi;
-
la struttura del database (parte server)
realizzata con MYSQL;
-
la realizzazione dell'interfaccia di
interrogazione (parte client) realizzata attraverso PHP e SERVLETS JAVA;
il sistema operativo scelto é Linux SUSE 7.0, il Server WEB APACHE
1.3.12.
Terza fase
Durante la terza fase si è
proceduto all'acquisto di una macchina dedicata, alla raccolta dei dati
secondo un tracciato univoco, alle operazioni di filtro ed armonizzazione
e al "riversamento" dei dati nel database; in questa fase è avvenuto
il coinvolgimento attivo del personale bibliotecario operante nelle diverse
strutture.
Conclusioni
L'evoluzione del sistema bibliotecario
verso la modernizzazione è una sfida che si sta affrontando con
coraggio ed entusiasmo. Tuttavia le resistenze e gli ostacoli non mancano.
È difficile superare, al di là della grande disponibilità
e apertura del personale bibliotecario, le limitazioni causate da una organizzazione
strutturale ancora arretrata nella configurazione dei servizi periferici,
poco attenta alle reali esigenze dell'utenza, in particolare di quella
studentesca, poco favorevole ad accogliere novità e cambiamenti.
Le nostre strutture evolvono in modo enormemente più lento rispetto
al settore della comunicazione scientifica e quindi alle esigenze informative
della nostra utenza. Le tecnologie disponibili e le risorse umane ad elevata
professionalità, che l'Università possiede sia nel settore
bibliotecario sia nel settore informatico, permettono tuttavia di realizzare
progetti innovativi, ad elevato valore informativo e fortemente orientati
al servizio al pubblico. Attraverso le opportunità offerte dalla
rete nel campo della biblioteca digitale, è possibile iniziare quel
percorso verso la modernizzazione e il cambiamento, che risulta invece
di ardua realizzazione nelle strutture bibliotecarie "reali".
[1] La fase di sviluppo del SW è
stata curata dal prof. Renato Borromei, docente presso l’Università
di Parma, che ha reso possibile la realizzazione dell’intero progetto.